It takes a nation of millions

La copertina dell'albumdella notorietà per i Public enemy

Uno dei più grandi album rap/hip-hop di sempre, una pietra angolare per il genere e per tutta la storia della musica, "It takes a nation of millions to hold us back", secondo album dei Public enemy, esplose con il fragore di una bomba e costrinse tutti a prendere coscienza del genere rap. Sono i testi delle canzoni a separare questo disco da tutto quello che era stato fatto in precedenza: nelle rime dei Public enemy c'è la ribellione della strada, la ricerca del rispetto, la voglia di autodeterminazione, il rifiuto di accettare la realtà confezionata per le masse da chi manipola i pulsanti nella stanza dei bottoni. "Don't believe the hype" è in tal senso l'esempio principale, "Non credere alle montature", alle falsità del sistema che riscrive la storia in continuazione per adeguarla alle necessità di chi comanda. Da questo album in poi, il rap verrà considerato musica di rottura e in grado come nessun altro genere di esprimere la rabbia della quotidianità, anche per molti artisti bianchi che seguiranno. I PE intanto, diventano i discepoli del rap, e con "Fight the power" daranno musica e parole al celebrato film di Spike Lee "Do the right thing".

Disco dell'anno

Rattle and hum

Nuovo trionfo per gli U2

"Rattle and hum", il viaggio americano degli U2, è il simbolo della nuova consapevolezza di Bono e soci, che ormai non sbagliano un disco nemmeno volendolo. Se infatti questo album non è "The Joshua tree", è comunque un'altra splendida performance per i quattro di Dublino, con sonorità nuove e più ricercate che li proiettano verso gli anni '90 in cui saranno protagonisti assoluti della scena musicale. "Desire" e "All I want is you" sono i due brani migliori del disco, "Angel of Harlem" e "When love comes to town", splendido duetto blues con B.B. King, gli altri due estratti come singolo. Gli U2 hanno avuto una parabola luminosissima negli anni '80, aperti come gruppo alternativo che ancora non capiva le proprie potenzialità e chiusi da gruppo rock più famoso del mondo: apriranno gli anni '90 con un suono totalmente nuovo e un disco che dividerà pubblico e critica, "Achtung baby".

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Faith

George Michael al grande successo da solista

Il primo album da solista dell'ex 50% degli Wham George Michael esce a fine 1987, ma domina le classifiche mondiali nel 1988, grazie soprattutto ai primi due singoli estratti. La canzone che dà il titolo al disco, "Faith", è una facile ballata pop stile Wham, con un video semplice ma memorabile, ma è l'altra canzone che dà veramente il tono al disco e alla successiva produzione di Michael. "I want your sex" propone fin dal titolo, e poi con il video in cui Michael amoreggia con la fidanzata dell'epoca, la nuova versione anni '90 di George Michael, non più il ragazzo dalla faccia pulita dei primi anni '80, ma il ribelle e cattivo soggetto dalla barba accuratamente non tagliata. Con tutto quello che gli succederà in seguito, anche questa versione non sarebbe stata definitiva, ma intanto Michael entra negli anni '90 da campione del pop e dei sogni delle donne.

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New Jersey

New Jersey dei Bon Jovi

Dopo "Slippery when wet" i Bon Jovi sono diventati un successo garantito e quasi scontato, una specie di jukebox di numeri uno in cui inserire una moneta e scegliere un brano a caso, sicuri che sarà una nuova hit. "New Jersey" non ha infatti alcuna originalità, ma prosegue alla grande sulla scia del successo del precedente album, con canzoni di finto hard rock, molto più invece pop rock orecchiabile e dai ritornelli azzeccatissimi. "Bad medicine" e "Born to be my baby" sono i due maggiori pezzi rock, "I'll be there for you" e "Lay your hands on me" le ballate anche romantiche che i milioni di fans del gruppo sono ormai abituati ad aspettarsi dai nuovi re del rock della costa atlantica. E se qualcosa non è rotto, perchè aggiustarlo?

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If I should fall from grace with God

I Pogues nel loro maggiore successo

I Pogues, strano gruppo di musica punk celtica, di formazione inglese, ma che suonavano musica folk irlandese con gli strumenti della tradizione, sono stati per un breve periodo di tempo famosi grazie soprattutto al carisma e agli eccessi del loro leader storico, Shane MacGowan, il cantante dai denti marci e dalla voce roca come carta abrasiva. Ma che musica poderosa, riuscivano a fare, nei loro momenti migliori, che emozioni da quella voce roca! In questo album, il migliore secondo la critica, c'è la bellissima "Fairytale of New York", con l'essenziale collaborazione di Kirsty MacColl, più volte votata come miglior canzone natalizia di sempre, sebbene il testo sia tutto fuorchè natalizio, pieno di parolacce che si scambiano due ex innamorati che hanno perso per strada i sogni giovanili. Ma la musica è talmente bella ed emozionante che si capisce subito perchè abbia avuto un tale successo nel tempo. "Bottle of smoke", una veloce ballata folk grondante di parolacce, ma divertente, troppo divertente, è l'altra canzone principale di un disco strano, ma dotato di una potenza assai rara. Come i Pogues, anarchica parentesi di vitalità nella scena rock inglese degli anni '80.

Tracy Chapman

Debutto vincente per Tracy Chapman

La 24enne cantautrice folk Tracy Chapman dimostra che può bastare ancora la sola voce, senza effetti speciali, senza raggi laser e lustrini, per conquistare pubblico e critica (tanti premi e oltre 20 milioni di copie vendute, uno dei debutti di maggior successo della storia). Il suo omonimo album di debutto è una vera gemma, che ci regala una voce straordinaria che canta di vite comuni e dei loro problemi quotidiani, una vera Bob Dylan al femminile in un panorama musicale che sul finire degli anni '80 si stava svilendo a suon di lambada e musica elettronica campionata. "Fast car", "Talkin' bout a revolution", la canzone più impegnata e politica dell'album, e poi la più romantica "Baby can I hold you" sono i tre estratti di maggior successo del disco, una vera boccata di ossigeno per chi continua a credere che la musica sia prima di tutto voce e parole, senza fronzoli.

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Bobby McFerrin

Ai Grammy, l'album dell'anno è "Faith" di George Michael, la canzone la fastidiosa "Don't worry, be happy" di Bobby McFerrin. Tracy Chapman vince come miglior esordiente e artista pop femminile, Tina Turner è la migliore artista rock, gli U2 il miglior gruppo. Premio anche per "Brasil" dei Manhattan transfer. Agli MTV awards fanno il pieno gli INXS, con cinque statuette, nessuna fortuna per George Harrison e gli U2, due video e otto nomination a testa, ma nessun premio. Gli Squeeze con "Hourglass" vincono i premi tecnici. Alla notte degli Oscar brilla Carly Simon, con "Let the river run" dalla commedia "Una donna in carriera".

Gianni Morandi e Lucio Dalla

Spopolano gli album di Tracy Chapman, Sting e Terence Trent d'Arby, mentre i maggiori successi nazionali sono quelli di Antonello Venditti, con "In questo mondo di ladri", e il duo Dalla-Morandi, che reinterpretano a vicenda classici dell'amico. Grande debutto per Luca Carboni con l'album omonimo, con le melanconiche "Silvia lo sai" e "Farfallina", successo anche per Eros Ramazzotti, con "In certi momenti", comunque non proprio l'album più convincente della sua carriera. Non ha lo stesso successo dei trionfi di qualche anno prima "Fisiognomica" di Franco Battiato, eppure contiene la più bella canzone d'amore italiana di sempre, "E ti vengo a cercare", e l'altrettanto splendida "Un oceano di silenzio". Ma si, meglio mettere da parte i soldi per "Jovanotti for president": il futuro bravissimo cantautore toscano per ora fà il bischero con il suo rap da due soldi di "Gimme five" e "È qui la festa?". A Sanremo, almeno, vince la qualità di Massimo Ranieri con "Perdere l'amore", davanti all'eterno secondo Toto Cutugno e a Luca Barbarossa, che con "L'amore rubato" parla del tremendo tema della violenza sulle donne. Tra le nuove proposte vengono snobbati Giorgia e Biagio Antonacci, ma il tempo sarà galantuomo..

Rick Astley

"Don't worry, be happy" di Bobby McFerrin è tormentone impossibile da evitare come pochi altri ne sono capitati, Rick Astley doppia il successo di "Never gonna give you up" con "Together forever", mentre Phil Collins reinterpreta "A groovy kind of love", messa anche in italiano da Ivan Graziani, per il film che lui stesso interpreta e che nessuno vede "Buster". Michael Jackson imperversa per tutto l'anno con i singoli da "Bad", Terence Trent d'Arby va al numero uno con "Wishing well". I Pet shop boys azzeccano la loro formula per il successo con "Always on my mind", Belinda Carlisle ottiene un grande successo con "Heaven is a place on Earth", l'eterea Enya incanta con l'onirica "Orinoco flow". I New kids on the block cominciano ad ammorbare il mondo con la piaga delle boyband grazie a "Hangin' tough", altrettanto giovane è l'australiana Kylie Minogue, che debutta al numero uno con "I should be so lucky".

La compilation del 1988

La compilation

  • Primo album completo per i Pixies

    Surfer Rosa

    Il primo album completo dei Pixies è considerato uno dei lavori che ha più influenzto i gruppi del futuro movimento alternative

  • Settimo album per i Toto

    The seventh one

    "Pamela" è l'unico successo del settimo album in studio dei Toto, che non raggiunge grandi livelli di vendite

  • Debutto per Paula Abdul

    Forever your girl

    L'album di debutto di Paula Abdul arrivò al numero uno ben 64 settimane dopo la sua uscita, un record ancora imbattuto

  • Debutto per i Living colour

    Vivid

    Nel disco di esordio dei Living colour, la grande hit "Cult of personality" (in cui citano anche Mussolini)

  • Gli Europe dopo the final countdown

    Out of this world

    "Superstitious" è l'unica canzone di rilievo nell'album "post final countdown" degli Europe

  • I Run DMC

    Tougher than leather

    Insieme al disco, i Run DMC girarono anche un film dallo stesso titolo che li vede protagonisti. Niente Oscar..

  • Green dei R.e.m.

    Green

    Fedeli al messaggio ecologista del disco, i R.E.M. rilasciarono anche copie promozionali con la copertina di tessuto

  • Ultimo album per i Talking heads

    Naked

    Ottavo e ultimo album per i Talking heads, che si scioglieranno ufficialmente nel 1991

Gli altri successi del 1988

Eric Clapton in Crossroads

Eric Clapton fà il punto su una grande carriera con "Crossroads", che contiene i suoi migliori lavori da solista e come parte dei Cream, degli Yardbirds e dei Derek and the dominos, "Reg strikes back" è il successo di Elton John, grazie soprattutto a "A word in spanish". Debutta in tutta la freschezza dei suoi 20 anni l'australiana Kylie Minogue, in un album in cui spiccano la cover di un classico degli anni '60, "The loco-motion", e un inedito di grande successo, "I should be so lucky". A dimostrazione che al grande pubblico i Beatles piaceranno sempre, grandi vendite per "Imagine: John Lennon", grandi classici dei quattro di Liverpool scritti da Lennon che fanno parte del documentario sulla sua vita. Freddie Mercury si inventa un progetto alternativo ai Queen con la soprano Montserrat Caballé, con cui canta "Barcelona". I Pink Floyd (versione 3 cilindri) racchiudono il poco buono che hanno fatto da soli e alcuni classici dell'era Waters in "Delicate sound of thunder", l'album live che porteranno poi in tour mondiale fino alla famigerata serata di Venezia in cui praticamente distruggono la città lagunare (ovvio, non loro direttamente..). I Guns 'n roses approfittano del successo dell'album di esordio per spacciare come inedito un album di b-sides, "Lies": "Patience" li salva dalla capitolazione. "Green" dei R.E.M. contiene "Orange crush" e "Stand", i primi due singoli al numero uno per il gruppo della Georgia, che arriva finalmente al grande successo commerciale.

La copertina di Justice for all

I Metallica danno spessore al loro thrash metal con un album acclamato dalla critica e dal pubblico, con canzoni che parlano delle guerre ingiuste, della censura e del rischio nucleare: "..And justice for all" vende otto milioni di copie e li porta fuori dai circoli underground, alle grandi masse che ne faranno uno dei gruppi di maggior successo degli anni '90. Sono invece già padroni delle classifiche di vendita, almeno di quelle inglesi, gli Iron maiden, al loro settimo album, "Seventh son of a seventh son". "Can I play with madness" è la canzone scelta per promuovere il disco, anche con un suggestivo video. Non è solo l'anno dei Public enemy, anche Dr.Dre, Ice cube e i N.W.A. rilasciano un disco di importanza fondamentale nella storia del rap, almeno di quello che verrà poi conosciuto come "gangsta rap": "Straight outta Compton" descrive la vita del ghetto dell'omonimo quartiere di Los Angeles con drammatica partecipazione. Molto meno impegnati sono i New kids on the block: "Hangin' tough" segnala l'arrivo dell'epidemia boyband.

Don't believe the hype

Fairytale of New York

I should be so lucky

Meteore di mezza estate

La copertina dell'unico successo della Steve Rogers band

Tullio De Piscopo é un'altra meteora non proprio tipica, certo é che il successo che ottiene con "Andamento lento", in seguito se lo puĆ³ solo sognare.. cosí come la Steve Rogers band, tormentone dell'estate con "Alzati la gonna" e poi tornata al ruolo di gruppo supporter di Vasco Rossi. Belinda Carlisle é una stella molto luminosa solo nell'estate 1988, con "Heaven is a place on heart" e "I get weak", ma non regge il confronto con l'autentica meteora dell'anno, la francese Guesch Patti.

Guesch Patti

Con un video per l'epoca molto provocante e oggetto di vari dibattiti in merito alla liceità di trasmettere tutto a tutte le ore, ottiene un grandissimo successo per la sua "Etienne": poi, sparirà dalla circolazione. Francesi sono anche gli A caus' des garcons, 15 minuti di fama con la canzone omonima, e Vanessa Paradis, che con un filo di voce "canta" "Joe le taxi". Transitano nei cieli molto velocemente anche tre interpreti di reggae: Eddy Grant, con "Gimme hope Johanna", Ziggy Marley, figlio del grandissimo Bob, con "Tomorrow people" e gli Afrika Bambataa, che spopolano con "Reckless", in coproduzione con gli UB40. I Bros anticipano la mania delle boyband, con "When will I be famous?": per fortuna, mai. Arriva al numero uno anche la scanzonata banda di Renzo Arbore, con "Si, la vita é tutta un quiz", stesso exploit rischia anche Gerry Scotti con "Smile". "Faccia da pirla" è il lascito alla storia della musica di tale Charlie, mentre Yazz and the plastic population (..) cantano che "The only way is up".. almeno per loro, non sarà cosí. Anno di musica per palati fini, il 1988..

Persi e ritrovati

Daydream nation

La copertina di Daydream nation

Con il loro quinto album, l'ultimo prima di passare ad una major, i Sonic youth realizzano un disco che avrà un'importanza unica nel futuro movimento del rock alternativo americano che dominerà le scene negli anni '90, riconosciuto dai più importanti interpreti della scena indie come ispirazione decisiva per la loro musica. "Daydream nation" rende omaggio alla cultura cyberpunk che ha ispirato a lungo il gruppo newyorkese e al suo più illustre interprete, William Gibson, soprattutto a "Neuromancer", romanzo fondamentale di quella cultura. In mezzo ai suoni distorti delle chitarre che sarà poi marchio di fabbrica dell'alternative rock degli anni '90, i Sonic youth sono abbastanza furbi da lasciar cadere anche una canzone molto più facile di ascolto, "Teen age riot", l'unico vero successo commerciale del disco. Ma sarebbe come ridurre gli Yes a "Owner of a lonely heart" o i Genesis a "Invisible touch": la vera forza del disco sta infatti proprio in quelle chitarre distorte, in questi testi criptici e surrealisti ("She's a beautiful mental jukebox, a sailboat explosion, a snap of electric whipcrack", cantano in "Hey Jonie", omaggio alla Mitchell) che ne hanno fatto un esempio clamoroso di unanime giudizio tra i critici. Quando si arriva a scrivere che questo album "dimostra che il rumore e l'arte di avanguardia possono essere incorporati in rock, con risultati a dir poco sconvolgenti", significa che questo disco ha veramente colpito le coscienze e rimane, a oltre 25 anni di distanza dall'uscita, un classico.

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