The Stone Roses

Album di debutto fortunatissimo per gli Stone roses

Il disco che ebbe la maggiore influenza sulla rinascita del britpop degli anni '90, uno dei migliori album di debutto di sempre, e secondo alcuni, il miglior album di sempre e basta, senza altre aggiunte. Difficile trovare un paragone per il primo lavoro degli Stone roses, band di Manchester che miscela insieme tante influenze musicali, dai Beatles e gli Stones ai Byrds e Hendrix, dai Led Zeppelin e il punk ai Sonic youth, e ne tira fuori un concentrato di energia che coniuga pop psichedelico e dance, rock e musica da rave, in grado di far ballare ma anche esaltare gli appassionati degli assolo di chitarra rock. In un disco che non ha momenti di stanca, spiccano "She bangs the drum" e i due classici "I wanna be adored" e "I am the resurrection". Soprattutto quest'ultima esprime la cifra stilistica del leader Ian Brown e dei suoi colleghi: la prima metà è una convenzionale canzone pop, poi Brown si interrompe e parte una lunga parte strumentale in cui la band dà il meglio della propria capacità di suonare e far scatenare le masse, in uno spettacolare passaggio di chitarre e batteria. Dopo tale debutto, ci si aspettava la grandezza dagli Stone roses, e invece questo sarà il penultimo album della band: seguirà infatti un secondo lavoro nel 1994, e poi lo scioglimento: forse, avevano messo l'asticella troppo in alto per pensare di migliorarsi.

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Disco dell'anno

..But seriously

Phil Collins chiude gli anni 80 al numero uno

Uno degli ultimi album in ordine di tempo degli anni '80, "..But seriously" ci dà un Phil Collins nuovo, decisamente più serio, appunto, più maturo e maggiormanete consapevole del suo ruolo di superstar del pop. Arriva al suo apice la parabola dell'ex batterista-seconda voce della più grande band del progressive rock, i "veri" Genesis degli anni '70, diventato artista a tutto tondo come il suo ex compare Peter Gabriel. "Another day in paradise" è l'hit colossale dell'album, canzone dell'anno bella anche perchè ha un testo "importante", che tratta dell'indifferenza verso i poveri che sta uccidendo la nostra umanità. "I wish it would rain down", "Something happened on the way to Heaven" e "Do you remember?" sono le altre ottime scelte come singoli dell'album, tutte canzoni malinconiche, che mostrano il cambiamento dell'autore, all'epoca colpito da varie vicissitudine familiari. Phil Collins non è più lo scanzonato Peter Pan che strizzava l'occhio al pubblico, è finalmente, "seriamente", diventato un grande musicista, e gli anni '90 gli riserveranno grandi soddisfazioni, tra cui un Oscar. Un altro Peter avrà sicuramente apprezzato il momento "Solsbury hill" del suo ex batterista..

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Pump

Il successo degli Aerosmith

"Love in a elevator" è il primo singolo nella carriera degli Aerosmith a raggiungere il numero uno delle classifiche, trascinando le vendite milionarie di "Pump", il loro decimo album. Il gruppo di Steve Tyler ottiene il riconoscimento internazionale che fino ad allora non aveva mai raggiunto, in un disco non banale e che tratta anche tematiche importanti, come in "Janie's got a gun", in cui vengono affrontati sia il tema della troppa libertà di uso delle armi che della violenza domestica, e "Monkey on my back", che parla dell'alcolismo. Inizia il periodo di grandissimo successo degli Aerosmith, che con il successivo "Get a grip" del 1993 diventeranno tra i maggiori protagonisti della scena rock.

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The miracle

L'ultimo grande album dei Queen

Il tredicesimo, e purtroppo penultimo con Freddie Mercury, a cui all'epoca era già stato diagnosticato l'aids, album dei Queen ottiene un grandissimo successo, pur non essendo niente di troppo originale. "I want it all" è la canzone migliore e più conosciuta, anche grazie al video, medium in cui i Queen sono sempre stati maestri, dalla preistoria di "Bohemian rhapsody". "Breakthru" e "The miracle", che dà il titolo all'album, sono gli altri singoli di successo del disco. Seguirà "Innuendo" nel 1991, poi il male più famoso degli anni '80 porterà via il talento unico di Freddie Mercury, consegnandolo al mito del rock.

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Like a prayer

Altro successo per Madonna

Tre anni dopo "True blue", torna Madonna, con l'ennesimo successo mondiale. "Like a prayer" segna però un passo indietro per qualità della musica e originalità, si appiattisce su un livello piuttosto basso e fà più parlare per gli scandali in cui miss Ciccone è bravissima a infilarsi. "Like a prayer" in questo senso fà il botto, con il famoso e censurato video tra croci in fiamme, stimmati e "pensieri impuri" della protagonista per un santo: il Vaticano sbraia, la Pepsi ritira la sponsorizzazione, ma "Parlatene anche male, purchè ne parliate" è lo slogan preferito da Madonna, che acquista una popolarità galattica. "Express yourself", con il suo video da 5 milioni di dollari (!) ispirato al classico dei classici, "Metropolis" di Fritz Lang, è l'ultimo successo del decennio per la cantante del Michigan, che inizia il lungo tour mondiale "Blond ambition world tour" che ne cementerà lo status di superstar. La ragazza che ha iniziato gli anni '80 da sconosciuta "cantante di fila" li chiude da icona pop più famosa del pianeta, pronta ad altri 10 anni di controversie e grandi successi.

Foreign affair

Grande successo per Tina Turner

Ottiene grande successo, ma più qui in Europa che nei nativi Stati Uniti, "Foreign affair" di Tina Turner. Il disco è soprattutto "The best", uno dei singoli più famosi degli anni '80 che imperversa tutto l'anno nelle classifiche di vendita, ma è anche "I don't wanna lose you", secondo estratto di successo dell'album. La dinamite del rock degli anni '70 si è trasformata negli anni '80 in una cantante raffinata e misurata, capace con la sua voce dalla potenza unica di rendere al meglio i testi scritti per lei da alcuni dei maggiori artisti del panorama rock mondiale. Questo disco è però anche l'ultimo veramente originale per la Turner, che passerà gli anni '90 a rilasciare compilation e greatest hits, producendo molto poco materiale originale di valore.

Bonnie Raitt

Ai Grammy, grande successo per Bonnie Raitt e Bette Midler, per Don Henley, i Metallica e i LIving colours, con "Cult of personality". Ma l'edizione 1990 dei premi resterà per sempre legata all'affaire Milli Vanilli, il duo premiato come migliore coppia di esordienti, salvo poi scoprire che i due cantavano in playback, con voci di altri. I Living colour sbancano anche gli MTV video awards, con tre statuette, meglio di loro fanno Madonna e Paula Abdul, 4 premi a testa (e il video della Abdul non è proprio cosí originale..). Alla notte degli Oscar inizia il dominio Disney sulle statuette musicali: la colonna sonora de "La sirenetta" affianca "Under the sea" quale migliore canzone.

Zucchero

Zucchero è diventato sinonimo di successo assicurato, e spopola con "Oro incenso & birra", che non è certo "Blues", ma nemmeno disprezzabile: "Overdose d'amore", "Diamante" e "Madre dolcissima" sono i migliori momenti del disco, che però è più ricordato per la scatenata "Diavolo in me" e per la scanzonata "Il mare impetuoso al tramonto..". Termina gli anni '80 con un disco molto intimista Vasco Rossi: "Liberi liberi" non è uno dei suoi maggiori successi, con la canzone che dà il titolo all'album, "Ormai è tardi" e "Dillo alla luna". L'Italia è il paese di adozione dei Simply Red, che propongono "A new flame", con la romantica "If you don't know me by now", mentre raggiungono il primo posto anche i Simple minds, con "Street fighting years". Continua con le sue bischerate Jovanotti, con "La mia moto" che contiene anche "Vasco". Il singolo italiano dell'anno, dietro l'imprendibile lambada, è "Viva la mamma" di Edoardo Bennato, mentre Francesco Salvi piazza non una, ma due "canzoni" al numero uno. L'ultimo Sanremo degli anni '80 va alla coppia Anna Oxa-Fausto Leali, con "Ti lascerò", davanti al solito Toto Cutugno, con "Le mamme", e ad Al Bano e Romina, con "Cara terra mia".. ouch.. Doppio ouch perchè resta fuori dalla classifica popolare la straordinaria Mia Martini di "Almeno tu nell'universo". Raf, almeno, con "Cosa resterà degli anni 80" prenderà una montagna di diritti d'autore negli anni successivi, con la sua canzone invariabile sottofondo ai vari servizi su questi anni.

La lambada impazza

Si scrive Kaoma, si legge lambada e pur tutto il 1989 e anche il 1990 significa pazzesco successo mondiale: è il fenomeno di fine decennio, il nuovo ballo sudamericano diffusosi come una malattia, come neanche la disco dance ai tempi della mitica "Febbre del sabato sera", che diventa un autentico fenomeno di costume e noiosissima compagna dell'ultima estate del decennio. Molto meno invadenti sono i Roxette, nuovo duo ai vertici del pop, e le Bangles, che azzeccano un altro grande successo con "Eternal flame". Bobby Brown, futuro marito di Whitney Houston e maggiore motivo dei futuri problemi della regina del pop sbanca le classifiche con "My prerogative", i Poison si fanno languidi per lo stesso fine con "Every rose has its thorn". "Personal Jesus" è la prima grande hit dei Depeche mode, "Poison" rilancia la carriera del maledetto dell'hard rock Alice Cooper. Billy Joel si converte a un pop più ruffiano con "We didn't start the fire", la grande chitarra di Chris Rea spicca in "The road to hell".

La compilation del 1989

La compilation

  • Quindicesimo album per Lou Reed

    New York

    L'omaggio di Lou Reed alla sua città ebbe ottime critiche ma non grandi vendite, se non.. in Svizzera, dove arrivò al numero 1

  • Nick of time di Bonnie Raitt

    Nick of time

    "Nick of time" valse a Bonnie Raitt vendite milionarie e tre grammy awards, tra cui disco dell'anno

  • Prince cura la colonna sonora di Batman

    Batman O.S.T.

    La colonna sonora di "Batman" di Tim Burton fu affidata a Prince, ed ebbe un grande successo commerciale

  • Nuovo successo per i Beastie boys

    Paul's boutique

    Il secondo album dei Beastie boys è quello che incontrò i maggior favori di critica e pubblico

  • Nuovo successo per i tears for fears

    The seeds of love

    L'album ebbe un costo di produzione molto elevato, di oltre un milione di sterline, tanto da lasciare i Tears for fears quasi in bolletta

  • Personal Jesus dei Depeche mode

    Personal Jesus

    Il singolo "Personal Jesus" anticipò di quasi un anno l'uscita di "Violator", primo grande successo commerciale dei Depeche mode

Gli altri successi del 1989

La cover di the raw and the cooked

Il duo pop svedese dei Roxette ottiene grande successo con "Look sharp!", da cui vengono estratte le energetiche hit "The look" e "dressed for success", e poi la romantica "Listen to your heart". Sono numeri uno in tutto il mondo i Fine young cannibals, con "the raw and the cooked" che contiene la popolarissima "She drives me crazy", e anche "The seeds of love" dei Tears for fears ottiene grandi riscontri, grazie a "Sowing the seeds of love". "We too are one" degli Eurythmics è materiale da classifica, ma non all'altezza di altri lavori del duo. Si mantengono giovani Elton John, con "Sleeping with the past" dei due successi "Healing hands" e "Sacrifice", i Rolling stones, sempre sulla breccia con "Steel wheels" di "Mixed emotions", e sir Paul McCartney, che torna sulle scene con "Flowers in the dirt" del successo "My brave face". Un'altra veterana del pop, Cher, spopola con la canzone con il video girato su una portaerei in "If I could turn back time". Sono invece debuttanti di successo Tanita Tikaram, quella di "Twist in my sobriety", Martika, quella di "Toy soldiers", Alannah Myles, quella di "Black velvet", ed Edie Brickell & New Bohemians, quelli di "What I am".

La copertina di Disintegration

Trionfo per un altro duo di debuttanti, i Milli Vanilli, quelli di "Girl you know it's true", "Girl, i'm gonna miss you", e soprattutto "Blame it on the rain". Ma non é tutto oro ciò che luccica: nella primavera del 1990, si scopre che i due nelle canzoni campioni delle hit parade in realtà avevano messo solo la faccia: la voce era in realtà di un trio di cantanti dietro le quinte, e i Milli muovevano solo la bocca. Lo scandalo che ne segue provoca un forte esaurimento nervoso per uno dei due, che di lí a poco preferirà il suicidio alla vergogna. Tristi storie, negli anni 80 della musica.. I Cure vanno in classifica con "Disintegration" della claustrofobica "Lullaby", i Simple minds esplorano il loro lato più impegnato con "Street fighting years" di "Mandela day" e "Belfast child". Grazie al successo di "Rhytm nation" Janet Jackson si toglie l'etichetta di "piccola" di casa, mentre la colonna sonora di "Batman", curata da Prince, è uno degli album più venduti dell'anno, mentra tra i singoli spopola Paula Abdul con "Forever your girl". Le ultime due hit dell'anno e del decennio sono "We didn't start the fire" di Billy Joel e "Another day in paradise" di Phil Collins.

Like a prayer

The best

Lullaby

Meteore di mezza estate

i Mecano

Francesco Salvi, al numero uno con "C'è da spostare una macchina" e "Esatto!" sa troppo bene di non essere un cantante per poter rientrare nella categoria delle meteore canore, e perciò cede volentieri il posto a Rocco & the carnations, che con "Marina" riescono a imbucarsi per un mese alla festa delle celebrità canore prima di tornare alla grigia vita di tutti i giorni (che poeta..). "Figlio della luna" è invece il grande successo del 1989 degli sconosciuti Mecano, che poi torneranno subito dopo ad esserlo, sconosciuti. Nel corso dell'anno transitano i Kaoma, quelli dalla lambada "originale", e poi un sacco di gruppi che sfruttano il successo momentaneo del ballo, ma durano il tempo di una serata. "Pump up the jam" dei Technotronic & Felly sfrutta l'altra moda del momento, quella della musica elettronica da discoteca.

Alberto Camerini arlecchino elettronico

Si chiudono con un anno relativamente scarso di avvistamenti gli anni '80 delle meteore, con fenomeni che ricorderemo sempre, come Alan Sorrenti, Alberto Camerini, i Rockets, i Righeira, Falco, Plastic Bertrand, Samantha Fox.. anche grazie ai loro successi di una o due estati, gli anni '80 della musica sono stati divertenti, colorati, emozionanti come pochi altri.

Persi e ritrovati

Doolittle

La copertina di Doolittle

Sono rari, nella storia della musica, i casi di artisti unanimemente ritenuti punti di riferimento, influenze imprescindibili per stili e generi successivi, e ai Pixies è toccato questo privilegio, tanto da farli ritenere alla critica i precursori del grunge "a la Nirvana" e della musica indie degli anni '90. In "Doolittle", uscito proprio sul finire degli anni '80, come del resto nella maggior parte dei loro lavori, riecheggiano note e distorsioni dell'epoca punk, che sembravano perse negli anni del pop, testi sconclusionati, pugni di energia rock alternati a smielate ballate. Un disco straniante e affascinante, spigoloso e accogliente come una coperta di lana, in cui convivono gli opposti, che i Pixies sono maestri nel governare. Le citazioni sono molte, e spesso dotte: "Debaser", secondo la critica la migliore canzone del disco, fà riferimento al film surrealista di Luis Bunuel e Salvador DalĂ­ "Un cane andaluso", un cortometraggio onirico composto da tante scene stranianti, "Monkey gone to heaven" parla di un tema molto caro alla band, quello della catastrofe ambientale a cui sta andando incontro il mondo, nello specifico la distruzione degli oceani, ma anche della relazione dell'uomo con il divino, e il suo opposto ("If Man is 5, then the devil is 6, then God is 7"). E i riferimenti biblici abbondano in "Dead" e "Gouge away", con le storie di Davide e Betsabea e Sansone e Dalila. Il disco dei Pixies è il manifesto della rivoluzione che stava arrivando da Seattle, anticipata al crepuscolo degli anni '80 da questo enigmatico, caotico, epico quartetto di Boston.

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